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...perché se no che gusto ci sarebbe...

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February 09

Acqua

     "Tra i cinque elementi che stanno alla base della vita, io mi paragono all'acqua. Acqua che ammorbidisce. Acqua che sana. Acqua che dimentica. Acqua che accetta. Acqua che scorre senza posa. Acqua che anche distrugge. Poiché la capacità di dissolvere e distruggere è parte dell'essenza dell'acqua quanto l'essere bagnata.
    Nel mondo della chimica l'acqua è un solvente universale. Influenzata dal carattere di tutto ciò che vi viene aggiunto. Ma il fatto che io sia semplice non significa che sia ovvia. E' l'errore che ha compiuto Ebe. Mi ha sottovalutata. E dunque non mi è rimasto altro che dimostrargli qual è la vera natura dell'acqua e che straordinari poteri possegga. Che è l'acqua, nelle sue varie forme, a costituire la terra, l'atmosfera, il cielo, le montagne, gli dèi e gli uomini, le bestie e gli uccelli, l'erba e gli alberi e gli animali tutti, fino ai vermi, alle mosche e alle formiche. Che tutte queste cose non altro che forme diverse dell'acqua. Che l'acqua va soppesata con grande attenzione, altrimenti ti si rovescerà addosso con tutto il suo peso! Questa è stata la prima lezione che ho dovuto insegnargli.
   Per tutti questi anni sono rimasta congelata allo stato solido. In questa forma non ho avuto molte possibilità di far accadere le cose. Mi sono lasciata galleggiare sulla superficie del tempo, dimentica e insensibile a ciò che era diventata la mia vita.
   Nel mio stato di congelamento ho dimenticato quel che significava essere acqua. Poi in me è scattato qualche cosa. Una trasformazione chimica.
   Esiste un termine tecnico per definire lo stato dell'acqua in cui mi sono trasformata. Acqua sovracritica. In grado di dissolvere qualunque cosa che, in quanto acqua pura e semplice, non oserebbe nemmeno lontanamente dissolvere. Scatenandosi con una veemenza che potrebbe bruciare e distruggere veleni che, se lasciati in quello stato, ucciderebbero ogni cosa bella e naturale."

da Cuccette per signora, Anita Nair
November 19

Ho tirato fuori una chicca da un momento di questo tipo..

Se stiamo insieme

Riccardo Cocciante

Ma quante storie ho già vissuto nella vita
e quante programmate chi lo sà
sognando ad occhi aperti
storie di fiumi di grandi praterie senza confini
storie di deserti

E quante volte ho visto dalla prua di una barca
tra spruzzi e vento, l'immensità del mare
spandersi dentro e come una carezza calda
illuminarmi il cuore

E poi la neve bianca gli alberi gli abeti
l'abbraccio del silenzio
calmarmi in tutti i sensi
sentirsi solo e vivo tra le montagne grandi
e i grandi spazi immensi

E poi tornare qui, riprendere la vita
dei giorni uguali ai giorni
discutere con te
tagliarmi con il ghiaccio dei quotidiani inverni
No non lo posso accettare

Non e' la vita che avrei voluto mai desiderato vivere
Non e' quel sogno che sognavamo insieme fa piangere
Eppure io non credo questa sia l'unica via per noi

Se stiamo insieme ci sarà un perché
e vorrei riscoprirlo stasera
se stiamo insieme qualche cosa c'e'
che ci unisce ancora stasera
Mi manchi sai, mi manchi sai....aaii....

E poi tornare qui riprendere la vita
che sembra senza vita
discutere con te e consumar così
i pochi istanti eterni
No non lo posso accettare
che vita e' restare qui a logorarmi in discussioni sterili
giocar con te a farsi del male il giorno
di notte poi rinchiudersi
Eppure io non credo questa sia l'unica via per noi

Se stiamo insieme ci sarà un perchè
e vorrei riscoprirlo stasera
Se stiamo insieme qualche cosa c'e'
che ci unisce ancora stasera
Mi manchi sai, Mi manchi sai........aaii..aaii....


O forse non c'è questo perché. Forse mi sto creando io una serie di perché, che non hanno fondamento.

Sono lì campati in aria. Dei perché che non hanno senso di esistere. Dei perché che i miei sogni tirano fuori.

Creati dai sentimenti, creati da uno stato d'animo confuso. Creati da un voler ad ogni costo andare avanti.

Questi perché stanno creando un vuoto attorno a loro. Prima o poi scompariranno, cesseranno di esistere.

E solo allora avrò pace,


...forse.

November 09

Do You Really Want to Hurt Me

Do You Really Want To Hurt Me

Culture Club





Give me time to realize my crime
Let me love and steal
I have danced inside your eyes
How can I be real
 

Do you really want to hurt me
Do you really want to make me cry
Precious kisses words that burn me
Lovers never ask you why
 

In my heart the fire's burning
Choose my color find a star
Precious people always tell me
That's a step a step too far
 

CHORUS:
Do you really want to hurt me
Do you really want to make me cry
Do you really want to hurt me
Do you really want to make me cry

Words are few I have spoken
I could waste a thousand years
Wrapped in sorrow words are token
Come inside and catch my tears

You've been talking but believe me
If it's true you do not know
This boy loves without a reason
I'm prepared to let you go

If it's love you want from me
Then take it away
Everything is not what you see
It's over again

Chorus

September 21

Per chi ancora non sa...

India
 

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CDCA - Le Schede

Coca Cola - Jaipur

Tipo di Conflitto

Nel distretto di Jaipur 50 villaggi sono colpiti da un’improvvisa secchezza delle falde acquifere che causa problemi di approvvigionamento idirco per uso domestico e per l’agricoltura. Gli abitanti della zona accusano lo stabilimento della Coca-Cola di Kaladera di essere la causa dell’accaduto.

Assi Tematici:


Acqua

DOVE


Asia -> India

Distretto di Jaipur, Kaladera

Descrizione del Conflitto


Sintesi

Nel distretto di Jaipur, 50 villaggi sono colpiti da un abbassamento delle falde acquifere con gravi conseguenze per l’agricoltura locale.

Gli abitanti della zona, organizzati in 32 comitati, ritengono che il principale responsabile sia uno stabilimento della Coca-Cola, situato a 2 km da Kaladera e insieme ai movimenti contro la Coca-Cola di tutta l’India ne chiedono l’immediata chiusura.

Cause del Conflitto

Cause del conflitto

Kaladera è un villaggio a 40 km da Jaipur. La maggioranza dei suoi 13.000 abitanti è impiegato nell’agricoltura. La regione è tradizionalmente semi arida, si coltivano prevalentemente miglio, arachidi, frumento, fieno greco e ceci.

A due Km da Kaladera, nell’area industriale di RIICO, si trova un impianto di imbottigliamento della Coca-Cola che produce bibite gassate e l’acqua in bottiglia Kinley. La Coca-Cola ritorna nel mercato indiano il 23 ottobre 1993 dopo 16 anni di divieto di commercializzazione dei suoi prodotti in India. Attualmente ha 52 stabilimenti d’imbottigliamento e di pompaggio delle acque in India ed ha il primato nella commercializzazione di bevande analcoliche. L’impianto di Kaladera è entrato in funzione nel 1999.

Secondo un dossier elaborato nel 2004 dai ricercatori del Central Ground Water Board e dal Rajasthan Pollution Control Board, denominato “Report on A Press Clipping on the Withdrawal of Ground Water by Coca-Cola Factory at Kaladera", l’impianto della Coca-Cola ha utilizzato 1.370.694 metri cubi di acqua nel 2002-2003 e 1.740.301 metri cubi nei primi nove mesi del 2003.

La Coca-Cola ha pagato al governo del Rajastan una tassa di concessione annua di 5000 rupie (110 dollari) nei tre anni dal 2000 al 2002 e di 24.246 rupie nel 2003 (610 dollari). Il dossier ha denunciato come l’impianto della Coca-Cola abbia creato uno “squilibrio ecologico-idrologico” nell’area.

I lavoratori impiegati presso l’impianto variano dai 60 ai 250 a seconda della stagione.

La Coca-Cola ha iniziato dei lavori di sviluppo nell’area. Ha costruito una strada nel villaggio e ha donato un campo medico per la distribuzione di medicinali. Dona borse di studio agli studenti meritori in 13 scuole della zona e macchine da cucito per cinquanta vedove.

Secondo un rapporto di National Commission on Population’s District-wise Social Economic Demographic Indicators (2001) sui 250 distretti indiani in cui nelle case c’è l’accesso all’acqua potabile, non ve n’è nessuno del Rajastan.

Impatti

I contadini di 32 villaggi della zona dal 2003 si sono organizzati formando altrettanti Jan Sangharsh Samiti - comitati popolari di lotta.

- I contadini ritengono che la Coca-Cola sia la principale responsabile dell’abbassamento del livello delle falde acquifere della regione e del conseguente danno all’agricoltura locale;

- la regione non ha sorgenti di acqua superficiale. Il livello della falda acquifera è passato da 40 ad 80 piedi secondo alcuni ricercatori mentre secondo il presidente del Panchayat - consiglio del villaggio - di Kaladera è arrivato fino a 125 piedi;

- gli attivisti dei comitati affermano che ci sarà disponibilità di acqua solo per i prossimi 10 anni. Un rappresentante della Coca-Cola, Sunil Sharma, afferma che l’impianto ha usato nel 2003 0,15 milioni di metri cubici di acqua ma che l’azienda attraverso l’istallazione di 19 pompe “ad albero” ha dato a Kaladera più acqua di quanta ne ha estratta;

- l’impianto produce 600 bottiglie al minuto. Gli attivisti dichiarano che 24 tir, ciascuno con 1.100 imballaggi, trasportano ogni giorno i prodotti finiti fuori dagli stabilimenti. La Coca-Cola ufficialmente non fornisce dati. Nella zona esistono 36 altre unità industriali grandi e medie. L’istallazione di un birrificio della Rajasthan Liquors (P) Limited, proprio accanto all’impianto della Coca-Cola ha contribuito ad aggravare la situazione;

- l’abbassamento della falda acquifera ha diversi impatti sull’agricoltura locale: aumento dei costi per produrre, diminuzione della produttività, diminuzione della superficie di terra lavorabile, aumento della disoccupazione;

- gli attivisti dei comitati di lotta riportano che negli ultimi 4-5 anni la produzione di frumento è calata da 10 quintali ad ettaro a 2;

- i pozzi dei villaggi utilizzati per l’uso domestico sono a rischio di essiccamento;

- secondo molti attivisti e ricercatori, Kaladera potrebbe diventare una “dark zone”. Il termine è usato per descrivere le aree che sono state abbandonate a seguito dell’esaurimento delle risorse idriche;

- il grafico riportato è stato elaborato dal Rajastan’s Ministry of Water Resources e dimostra che il livello delle falde è rimasto stabile dal 1995 al 2000.

BREVE CRONOLOGIA DEL CONFLITTO


2 febbraio del 2003: circa 200 rappresentanti di 22 villaggi si incontrano a Kaladera per chiedere la chiusura dell’impianto della Coca-Cola. Nelle settimane successive vengono istituiti i Sangharsh Samitis.

21-25 maggio 2004: molti gruppi teatrali percorrono le strade dei villaggi per promuovere le proteste. Molte organizzazioni del Rajasthan appoggiano la lotta, tra cui Rajasthan Samagra Seva Sangh, Azaadi Bachao Andolan, Rashtriya Yuva Sanghatan, Rajasthan Kisan Union, e Jaipur Gau Samvardhan Samiti. La mobilitazione viene appoggiata anche dal PUCL del Rajasthan, dal MKSS e dal CPI-ML.

5 giugno 2004: cinque mila persone manifestano a Kaladera contro l’impianto della Coca-Cola. Otto dei ventiquattro membri del panchayat di Kaladera si dimettono per protesta. Nonostante il panchayat emetta per l’impianto il Certificato di Non Obiezione - NOC - previsto dalla legge , gli attivisti denunciano che questo certificato è stato emesso in modo fraudolento, sulla carta intestata del Sarpanch - capo del villaggio - senza che altri ne venissero a conoscenza. Inoltre affermano che il Kaladera Gram Sabha - Corpo generale del villaggio- ha emesso una risoluzione il 2 gennaio del 2003 per la chiusura dello stabilimento che non è stata resa pubblica.

29 giugno del 2004: 42 panchayat, inclusi i 32 dei villaggi colpiti, emettono risoluzioni per ottenere la chiusura del l’impianto della Coca-Cola. Il governo risponde con l’intensificazione della militarizzazione intorno all’area dello stabilimento, ricorrendo a misure di detenzione preventiva per i manifestanti appellandosi alla Sezione 144 IPC.

3 agosto 2004: a Jaipur centinaia di studenti ed attivisti marciano per chiedere la chiusura dello stabilimento della Coca-Cola e di 23 fabbriche di birra nello stato. Una petizione dei comitati indirizzata al primo ministro chiede di chiudere tutti gli impianti che producono bibite fredde e le birrerie nello stato.

Settembre 2004: una marcia di quattro giorni, partita da Jaipur il 25 settembre verso Kaladera, che ha fatto tappa nei villaggi, culmina in una grande manifestazione il 28 settembre. Durante la marcia 50 persone vengono arrestate, tra cui Siddharaj Dhaddha, noto leader dei comitati, di 96 anni.

18-19 settembre 2005: si tiene a New Delhi un incontro di due giorni organizzato da tutti gli attivisti delle battaglie contro la Coca-Cola in India, soprattutto dai comitati di Plachimada, Kerala Mehdiganj and Ballia, Uttra Pradesh, Kaladera Rajasthan, Kolkata West Bengala, Jharkhand, Bihar. Tutti i comitati assumono Kaladera come conflitto centrale e simbolico.

9 dicembre 2005: i membri del panchayat e gli abitanti del villaggio di Kaladera indicono un’azione diretta contro una strada costruita illegalmente dalla Coca-Cola che collega l’impianto con la strada principale. Vengono demolite le costruzioni iniziate dall’azienda.

11 dicembre 2005: 60 attivisti, compresa la leader indiana Medha Patkar, vengono arrestati durante una protesta contro lo sfruttamento di acque sotterranee.

Dicembre 2005: La Confederation of Indian Industries – CII - effettua un sopralluogo nell’impianto di Kaladera e lo identifica come “Unità idrica efficiente”.

ATTORI COINVOLTI


Movimenti, Organizzazioni Sociali

Multinazionali/Imprese

Altri


- Jan Sangharsh Samiti
- Rajasthan Samagra Seva Sangh
- Azaadi Bachao Andolan
- Rashtriya Yuva Sanghatan
- Central Ground Water Board
- Rajasthan Pollution Control Board
- National Commission on Population’s District-wise Social Economic Demographic Indicators
- Rajasthan Liquors (P) Limited
- Rajastan’s Ministry of Water Resources
- Rajasthan Samagra Seva Sangh
- Azaadi Bachao Andolan
- Rashtriya Yuva Sanghatan
- Rajasthan Kisan Union
- Jaipur Gau Samvardhan Samiti
- Comitato di Plachimada
- Comitato di Kerala Mehdiganj and Ballia
- Comitato di Uttra Pradesh
- Comitato di Kaladera Rajasthan
- Comitato di Kolkata West Bengala
- Comitato di Jharkhand
- Comitato di Bihar

FONTI E DOCUMENTAZIONE


- Indian Source
- Pressure Works
- Coke Facts
- Waron Want

Testi disponibili nel CDCA


- ECOLOGY AND EQUITY: the use and abuse of nature in contemporary India. Gadgil, Madhav; Guha, Ramachandra. Ed. PENGUIN BOOKS. 1995.
- SOCIAL MOVEMENTS IN INDIA. Shah, Ghanshyam. Ed. SAGE PUBLICATIONS. 2004.
- Environmental Movements in India. Pawar,S.N.; Patil,R.B. ; Salunkhe, S.A.. 2005.
- The Violence of the Green Revolution. Shiva, Vandana. Ed. Other India Press. 2001.
- Globalisation and Corporate Control of Agriculture. Shiva, Vandana. Ed. Research Foundation for Sciene,Technology and Ecology. 2001.
- Building water democracy: People’s victory against Coca-Cola in Plachimada. Shiva, Vandana. Research foundation for science, technology and ecology.


tratto da     http://www.cdca.it/spip.php?article894

June 24

L'amore

      "Può una cosa disinteressata come l'amore esser tenuta legata dalla paura? L'amore vuole completa fiducia, vuole completa libertà, vuole completa responsabilità. La forza di fiorire l'ha dentro di sé: gli occorre luce e spazio. Non è un muro su cui vengano messi i mattoni dall'alto. Ha in sé vita, ha in sé illimitata forza di espansione."

tratto da Godan, il dono della vacca, di Premchand
 

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